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un groviglio di emozioni

gennaio 8, 2013

così è così che ci si sente…

a lasciare le cose in sospeso
a non scegliere
a farsi comandare dalla paura
ad essere così codardi da non saper affrontare se stessi e le proprie emozioni

ma poi la resa dei conti arriva, ed è un pugno sferzato proprio al centro dell’addome, su quel famoso “hara” o “tantien” che la cultura orientale professa quale baricentro fisico ed emozionale.

ed è proprio lì che mi si blocca tutto, ogni emozione trattenuta, ogni parola non detta, ogni attimo non vissuto. restano lì, senza uscita, a intasare ogni altra possibile emozione. Ho sedato il mio io, la mia vita, mi sono bloccata da sola, mi sto bloccando ogni possibile via di uscita da me stessa..e anche se pensavo di sentirmi meglio ora di un paio di settimane fa, mi accorgo che sono soltanto illusoriamente serena.

La serenità non si acquista così, con un paio di sci ai piedi e una giornata di sole. Non sono le dita di lui che accarezzandomi una volta mi fanno stare meglio di come mi sono sentita in questi ultimi 4 anni e mezzo.
Non è con una battuta che cancello tutti questi attimi in cui non sono stata me stessa. E, come sempre, la carnefice di me stessa sono solo io.

semplicemente D….senza rimorsi

agosto 21, 2012

splendido, luminoso, solare, bello come un sole d’inverno in spagna, dolce senza essere ivadente, senza scottare..
di quelli che vorresti che fosse sempre così, semplice e meraviglioso come un bambino che ti vien voglia di baciare..

…abominevole serata…

maggio 15, 2012

vediamo se ascoltare jovanotti mi tira su. credo nemmeno quello, in momento come questi, serva..

il mio lui a migliaia di kilometri da qui, con una situazione sentimentale precaria, in cui passo la maggior parte del tempo a pensare che in fin dei conti la nostra storia è già morta e che sarebbe il caso di farla finita sul serio, almeno saremmo più felici, dopo un po’ di dolore.

invece ho passato la giornata ad illudermi che il mio lui è meraviglioso e che non voglio altro che lui, e avrei dato chissà cosa per vederlo, abbracciarlo, stare con lui anche solo un minuto..

e invece dopo mezz’ora di chat, in cui ho fatto le corse per arrivare presto e mi sono pure sentita in colpa per non essere attivata prima..cosa provo? solo un senso di frustrazione e la delusione che avrei provato anche vedendolo di persona. sempre quel senso di insoddisfazione, di sentire che manca un pezzo, manca qualcosa..manca la me stessa felice, ma il suo sorriso..manca la serenità, manca l’amore ragazzi, ecco cosa manca e cosa sto cercando da un bel po’.

e non lo trovo dove non ce n’è…non ci riesco proprio.

MIERDA! 4 anni..quattro dico, QUATTRO ca**o! buttati così?elettrocardiogramma piatto

è solo un momento negativo? no, mille momenti negativi non sono più momenti, sono un periodo, sono un anno, ormai uno e mezzo…e non si può passare il tempo a pensare che passerà. non si può di certo, se si fosse persone sensate. se si riuscisse a sentire un po’ di più quel che dice il cuore invece che quel bastar** del cervello che ci frega..

 

Attesa snervante

febbraio 20, 2012

Ok, oggi volevo rischiare e l’ho pagata..esco alle 14.08 dal lavoro per recuperare quegli 8 minuti di ritardo di questa mattina…corro come una disperata (facendo le mie solite figuracce in giro per il centro  – ma per fortuna mi conoscono in pochi…in un anno sono ben riuscita a mantenere l’anonimato in questo posto!) e arrivo in “stazione”…si fa per dire perchè non c’è nemmeno una pensilina qui!

Chiedo ad una ragazza se il 44 è già passato.

– “No, non ancora”

Meno male, penso io..e mi metto ad attendere. Fa freddo ma cerco di non pensarci. Siamo sopra lo zero. Ovviamente l’ombrello l’ho scordato in ufficio per la fretta. 5 minuti si tollerano, tanto più che io ero in super ritardo..

10 minuti….

15….20….1h10!!!! ok, la ragazza non ha visto il 44 perchè era già passato..? mi ha preso in giro?
Fatto sta che ho preso quello dopo. Va bene. ci sta. Non casca il mondo..pensa all’africa, alle mezze giornate perse ad aspettare che i bus si riempissero, al tempo che non ha nessuna rilevanza. Ok, sto calma.

Leggo un po’, mangio del riso in bianco e mi chiedo cosa pensano i miei “colleghi di bus”. Me ne frego. Sembra anche loro.
Bene.

Penso che andrò a casa e finalmente andrò a ispezionare la casetta nuova. Obiettivo: inventario di cosa c’è e cosa manca..

E invece no….LE CHIAVI NON CI SONO!!

Maledette! Dove siete finite? Allora penso..dove le avrà messe mia madre? O forse no..peggio, le avrà prese mio nonno per il suo sopralluogo settimanale nella casetta che dovrebbe diventare la mia abitazione nel giro di breve (data prevista: 2 aprile!!)..e allora sclero. Cominciamo già male..la giornata non è delle migliori, ma questa poi..!!
Attendo con pazienza che il nonno si svegli dal riposino…che si alzi, si cambi..e poi, con pazienza, gli chiederò le chiavi…incrociando le dita perchè non mi faccia un miliardo di domande a cui non voglio rispondere.. 🙂

The new manifesto!!

ottobre 5, 2009

happy

bias

marzo 20, 2009

Il bias di conferma è un fenomeno intellettuale al quale l’uomo è soggetto.
È un processo mentale che consiste nel prendere atto delle informazioni ricevute e selezionarle in modo da porre maggiore attenzione e, quindi, attribuire maggiore credibilità a quei dati che confermano le proprie credenze e, viceversa, ignorare o sminuire quelli che contraddicono le nostre credenze supposte.

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Ne sono completamente ed irrimediabilmente affetta..sob

domande sugli uomini…

marzo 18, 2009

Premessa: sia chiaro che amo il mio uomo e non c’è di meglio di lui in circolazione perché farei follie per lui se solo me lo chiedesse (e non me lo chiede..)

eppure ormai è una costante ricorrente della mia vita farmi delle domande sugli uomini, o su di lui.

Perché?!
Io dico, ma vi costa tanto, per una volta, assecondarci quando facciamo i capricci, quando abbiamo il momento lamento in cui vediamo tutto nero e basta?
Non potreste semplicemente abbracciarci e starci vicini con AMORE (vero) e stare semplicemente in silenzio senza peggiorare la situazione?

abbraccio1

Consolarci, o che so, magari portarci a prendere un gelato, magari rinunciare a un impegno per stare con noi, per farci capire che VOLETE stare con noi, davvero. E non solo a parole..
A dirci che ci amate solo quando la situaizone è al limite della sopportazione e allora sembrate soltanto falsi?
E’ chiedere troppo? Forse sì. Forse non ne siamo capaci nemmeno noi (donne) perché fondamentalmente viviamo in un mondo individualista e l’amore non sappiamo più cosa sia da tempo.

Forse sono solo stanca di avere gente moralmente giusta, razionale e meticolosa intorno a me, che nessun granello di polvere può essere fuori posto, nessuna parola lasciata al caso, nessuna situazione incontrollata…

Perché mi sento fondamentalmente in gabbia, bloccata da schemi mentali altrui che non mi lasciano esprimere per quello che sono davvero, con i miei sbotti e miei schizzi paranoici quando mi viene l’ansia da abbandono, da tutto negativo senza via d’uscita.

c’è il sole. sì, c’è il sole e sembra pieno inverno. inside me.